Siamo una agenzia di viaggi che si occupa anche di organizzazione di congressi ed abbiamo scelto di impostare la gestione della contabilità separata e quindi tenere distinte le due attività di tour operator e di organizzazione congressi.

Ci rivolgiamo a voi per avere un chiarimento rispetto all’applicazione dell’iva nell’attività congressuale.

Nell’ambito della seconda attività e precisamente organizzazione congressi siamo soliti emettere fatture con IVA esposta (art 7quater in deroga alla regola generale dettata dall’art 7ter) per i servizi tipo:

  • Servizi di prestazioni alberghiere;
  • Servizi di ristorazione;
  • Trasferimenti in Italia.

Siamo a chiedere un aiuto in merito ad una categoria di servizi che potremo definire accessori a quelli su indicati e precisamente:

- servizi di assistenza (hostess, accompagnatori, ecc.);

- servizi di vigilanza/medica

- servizi di musica/Siae

- tecnici audio/video/elettricisti etc.

resi nell’ambito dell’organizzazione di un congresso o come singoli servizi che ci vengono richiesti qualora siano altre  società  ad organizzare l’evento.

In un caso recente sono stati prenotati alla nostra società solo dei servizi di Hostess da una ditta  farmaceutica Svizzera per un congresso che sarà effettuato prossimamente  a Firenze.

La società svizzera ci chiede di fatturare in esenzione iva per l’art 7ter mentre  noi acquistiamo i servizi da una società italiana che applica l’Iva al 22%, qual è nel caso specifico o più in generale qualora vengano forniti servizi di questo tipo, la corretta applicazione dell’Iva?

Vi chiediamo infine se è corretta la prassi di emettere una fattura ad un committente comunitario che possa contenere servizi con Iva unitamente a servizi con reverse charge o questo può dare problemi per i successivi adempimenti (comunicazioni Intrastat).

Buongiorno, il suo quesito ha una natura particolarmente complessa che nel corso degli anni è stata oggetto anche di diverse Risoluzioni e Circolari ministeriali.

Per rispondere subito ai suoi quesiti le comunico che la richiesta del suo cliente è corretta: le vostre fatture verranno emesse con causale IVA “non soggetto art. 7-ter” in quanto il vostro cliente è un soggetto passivo di stato estero.

E’ altresì corretta la fatturazione dei vostri fornitori, in quanto la regola, che vi esporrò di seguito, impone l’applicazione dell’IVA nel paese del committente qualora questo sia un soggetto con partita IVA.

La norma di riferimento ritengo sia l’art. 7-quinquies del DPR 633/72, cioè territorialità relativa a prestazioni di servizi educativi, ricreativi e simili.

In particolare tale norma prevede la distinzione tra due tipi di attività:

  • L’accesso alle manifestazioni culturali, educative, ecc. (e i relativi servizi accessori)
  • L’organizzazione e l’erogazione di attività culturali, educative, ecc. (e i relativi servizi accessori)

Da quanto mi riportate la vostra attività è la seconda (organizzazione ed erogazione) e la regola che si applica è quella di cui all’art. 7-ter: tassazione IVA nel paese del committente.

Definito quanto sopra, bisogna chiarire se gli ulteriori servizi che andate ad erogare (hostess, vigilanza, musica, tecnici audio, ecc.) si possono considerare accessori all’accesso all’evento (e quindi seguirne il medesimo trattamento fiscale) oppure no (e quindi essere fatturati singolarmente e separatamente con proprie causali IVA).

A tal proposito la Risoluzione Ministeriale 367/E del 2008 dell’Agenzia delle Entrate stabiliva che se i servizi sono resi dalla stessa società che organizza il convegno, allora costituiscono servizi accessori e vengono trattati ai fini IVA allo stesso modo dell’evento; mentre se i servizi sono resi in aggiunta a manifestazioni organizzate da altri soggetti allora questi servizi devono essere singolarmente valutati.

In realtà la più recente prassi normativa va oltre la distinzione tra chi eroga il servizio principale e chi presta i servizi accessori, affermando (circolare ministeriale 37/E del 2011) che è opportuno prescindere dall’identità dei soggetti coinvolti nell’operazione principale e in quella accessoria: “come affermato dalla Corte di Giustizia, piuttosto, debbono essere considerate accessorie ad un’attività artistica, scientifica o affine tutte le prestazioni che, senza costituire direttamente una siffatta attività, rappresentano un presupposto necessario della realizzazione dell’attività principale, indipendentemente dalla persona che presta tali servizi (sentenze C-327/94 del 26 settembre 1996 e C-114/05 del 9 marzo 2006)”.

Quindi ritengo che, anche qualora le attività vengano da voi erogate in caso di eventi organizzati da soggetti terzi, qualora queste attività risultino indispensabili per il pieno godimento dell’evento così come acquistato dal cliente finale, possano seguire il medesimo trattamento dell’operazione principale (l’organizzazione dell’evento) in quanto strettamente accessorie allo stesso.

Infine, per rispondere all’ultimo quesito (possibilità di emettere fattura con operazioni in parte soggette ad IVA ed in parte non soggette ad IVA che verranno eventualmente integrate dal committente tramite reverse charge) ritengo non vi siano problemi ad emettere un tale tipo di fattura.

 

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